1 sett. - Traslazioni delle Sacre Immagini

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Gesù è il Pastore assegnato da Dio agli uomini. Si capibuonpastoresce dalla pagina del Van-gelo odierno. Non si capisce facilmente, però, come mai il pastore deve perdere la propria vita umana a favore degli animali come le pecore. Leggendo attenta-mente la parabola, detta da Gesù, si riscontrano due contrassegni: anzitutto il pastore che si prende a cuore il gregge fino alla morte, quindi una conoscenza reciproca tra pastore e pecore, la cui profondità viene ancorata nel mistero più intimo di Dio.

Della dedizione fino alla morte si parla al principio e alla fine del Vangelo di Giovanni. Questa dedizione sta in opposizione alla fuga del “mercenario”, che nel pericolo ha la buona idea che una vita umana è più preziosa di quella di un animale irragionevole. Invece per la conoscenza che Gesù ha delle sue pecore, Egli la collega a quella che c’è tra Lui e il Padre: “come il Padre conosce me e io conosco il Padre”.

Così si fa chiaro che il primo contrassegno della parabola (dono della vita per le pecore) e il secondo (conoscenza reciproca tra il pastore e le pecore) si trovano non l’uno accanto all’altro, ma l’uno dentro l’altro: poiché la conoscenza tra il Padre e il Figlio fa tutt’uno con la loro perfetta dedizione reciproca, e perciò anche la conoscenza tra Gesù e i suoi è un tutt’uno con la dedizione di Gesù ai suoi e per i suoi. Da qui l’unità di conoscenza e di dedizione della vita del cristiano per il suo Signore.

Buona Domenica! Don Leonardo