1 sett. - Traslazioni delle Sacre Immagini

1 sett. - Traslazioni delle Sacre Immagini

1 sett. - Traslazioni delle Sacre Immagini

1 sett. - Traslazioni delle Sacre Immagini

1 sett. - Traslazioni delle Sacre Immagini

1 sett. - Traslazioni delle Sacre Immagini

1 sett. - Traslazioni delle Sacre Immagini

1 sett. - Traslazioni delle Sacre Immagini

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

0072 particolareGesù dice di essere il vero pane (non la manna) offerto dal cielo. Chi può creder-gli, quando si conosce il padre e la madre, i quali dimostrano che lui non viene affatto dal cielo? Gesù rimanda allora al Padre, non a sé o ai suoi miracoli; al Dio a cui si deve credere e che conduce al Figlio quelli che sono veramente istruiti da lui. Gesù rimanda al Figlio, che solo conosce veramente il Padre, la cui essenza può rivelare e con-durre alla sua vita eterna. La manna, a cui i giudei avevano rinviato, non poteva in nessun modo rivelare il Padre in quanto vita eterna. Chi l’aveva mangiato era morto.

Ma ora, in cui il Padre conduce al Figlio e il Figlio riconduce al Padre, ora che il Padre dona se stesso nel Figlio (perché quelli che accolgono il Figlio saranno istruiti da Dio), e il Figlio nella sua auto-dedizione rivela l’amore del Padre, la morte terrena non ha più nessun potere e importanza. La “vita eterna”, la reciproca rivelazione di Padre e Figlio, è infinitamente superiore alla morte corporale. E per non sembrare tutto ciò astratto, cervellotico, segue l’affermazione di Gesù “Il pane che io vi darò è la mia carne”. Come per Elia nel deserto furono improvvisamente afferrabili un pane e una brocca d’acqua, altrettanto afferrabile è questo corpo il quale, quando sarà do-nato, diventerà il pane per la vita del mondo.

Buona Domenica! Don Leonardo

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

cristo pane vitaLa miracolosa moltiplicazione dei pani è passata. Ora gli uomini rincorrono Gesù il taumaturgo per essere ulteriormente nutriti da lui. Esattamente come la samaritana preso il pozzo. “Dammi quest’acqua, perché non abbia più sete e non debba più venire fin qui ad attingere acqua” (Gv 4,15).

Tutto ciò è umanamente comprensibile. Gesù però, la invita a “lavorare” per qualcosa d’altro: ad acquistare il cibo per la vita eterna, cosa che ovviamente sarà un agire di Dio. Perciò l’ulteriore domanda; “Che casa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?”. Non avvertono di esprimere una contraddizione: le opere di Dio l’uomo non le può “compiere”.

Gesù indica la contraddizione e anche il suo superamento. Opera di Dio è che l’uomo creda, invece di operare; si doni, e a colui che è stato mandato da Dio; accolga nella fede Gesù che Dio invia al mondo come il “vero pane dal cielo”. La fede infatti è dedizione perfetta al Dio che opera, non operazione umana.

Buona Domenica! Don Leonardo

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

ComepecorePastorePecore senza pastore sembra a Gesù nel Vangelo, la folla che lo cerca. La gente sente in lui il buon pastore mandato da Dio, che non vuole esercitare su di essi il proprio potere, ma che li raccoglie e li cura per essi stessi. Dei potenti li hanno dominati fino a sazietà, assiri, babilonesi, persiani, greci, romani, ma anche i loro propri inesorabili padroni, per i quali essi non erano che una massa ottusa, “tutta piena di peccati” (Gv. 9,34). Gesù vorrebbe aver pace per un momento, ma viene inseguito in modo tale che Egli non trova “neppure il tempo di mangiare”. Va a finire che egli dovrà offrire se stesso in cibo a questi affamati. È la non per riposarsi, ma per farsi consumare fino all’ultimo. “Io do la mia vita per le mie pecore” (Gv. 10,15). “Insegnò loro molte cose”. I suoi discepoli sono con lui, e l’esempio che Gesù dà loro è che il loro destino, non sarà molto diverso da quello del loro maestro.

Buona Domenica! Don Leonardo

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

miracolodeipesciPer cinque domeniche dalla 17a, quella odierna, alla 21a del tempo ordinario dell’anno B, la liturgia della Parola proclamerà come testo evangelico dei brani tratti dal capitolo 6 del vangelo di Giovanni.

Il brano di oggi riporta il miracolo compiuto da Gesù, in cui Egli sfama una folla di persone con solo pochi pani e pochi pesci. È sorprendete! Di quel “assai poco”, offerto da un ragazzo, Gesù ne fa una incomprensibile abbondanza. È così Dio! Prodigo! Non si lascia vincere in generosità nei confronti dell’umanità.

Ma c’è di più. Gesù vuole che non vada perduto il suo incomprensibile sovrappiù, ma comanda di raccoglierlo, affinché i discepoli, la Chiesa, posseggano una provvista eterna, che può essere distribuita a chi ne ha bisogno. Se a Cana, il sovrintendente nelle dieci giare di ottimo vino vede una follia, qui si tratta della follia divina, che dà assai più di quanto si possa prendere, ed è nello stesso tempo la sua sapienza che fa durare lungo tutta la storia questa follia “dell’assai troppo”.

Buona Domenica! Don Leonardo

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Anche quest’ anno, nei primi giorni di luglio, diversi ragazzi della nostra comunità hanno vissuto la stupenda esperienza del Campo Scuola, presso la Casa Oreb di Fasano, occasione speciale per intensificare o riscoprire il dialogo con Dio.

La parola magica di questi giorni è stata “INSIEME”. I ragazzi hanno vissuto quattro giorni con i compagni, il parroco e gli animatori e “INSIEME” è stata la parola tenuta sempre presente: si è pregato, cantato, dormito, preparato i cibi e mangiato, giocato: il tutto sempre insieme.

Il tema del campo, il “filo conduttore” che ci ha seguiti in tutte le nostre attività è stato “Con Miriam e Mosè alla scoperta del Libro dell’Esodo”, dove il cammino del popolo d’Israele si è spiegato con la metafora della danza. Infatti, Miriam, sorella di Mosè ha suggerito giorno per giorno il passo con cui mettersi in relazione con gli altri, con se stessi e con Dio.

Momenti di riflessione biblica si sono alternati con momenti di gioco e di spensieratezza che, sicuramente, hanno contribuito a creare un clima di serenità tra i ragazzi e a rafforzare i loro rapporti. I ragazzi hanno potuto sperimentare che iniziare un’avventura insieme è bello, ma richiede, a volte, sacrificio e impegno, accettazione delle difficoltà e dell’altro, con tutte le sue qualità e i suoi limiti. È stata un’avventura straordinaria per i ragazzi: tutti si sono sentiti a proprio agio e tutti hanno partecipato con gioia e con la vo-glia di mettersi in gioco. (Relazione di una catechista)

Buona Domenica! Don Leonardo