1 sett. - Traslazioni delle Sacre Immagini

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0072 particolareGesù dice di essere il vero pane (non la manna) offerto dal cielo. Chi può creder-gli, quando si conosce il padre e la madre, i quali dimostrano che lui non viene affatto dal cielo? Gesù rimanda allora al Padre, non a sé o ai suoi miracoli; al Dio a cui si deve credere e che conduce al Figlio quelli che sono veramente istruiti da lui. Gesù rimanda al Figlio, che solo conosce veramente il Padre, la cui essenza può rivelare e con-durre alla sua vita eterna. La manna, a cui i giudei avevano rinviato, non poteva in nessun modo rivelare il Padre in quanto vita eterna. Chi l’aveva mangiato era morto.

Ma ora, in cui il Padre conduce al Figlio e il Figlio riconduce al Padre, ora che il Padre dona se stesso nel Figlio (perché quelli che accolgono il Figlio saranno istruiti da Dio), e il Figlio nella sua auto-dedizione rivela l’amore del Padre, la morte terrena non ha più nessun potere e importanza. La “vita eterna”, la reciproca rivelazione di Padre e Figlio, è infinitamente superiore alla morte corporale. E per non sembrare tutto ciò astratto, cervellotico, segue l’affermazione di Gesù “Il pane che io vi darò è la mia carne”. Come per Elia nel deserto furono improvvisamente afferrabili un pane e una brocca d’acqua, altrettanto afferrabile è questo corpo il quale, quando sarà do-nato, diventerà il pane per la vita del mondo.

Buona Domenica! Don Leonardo